sabato 12 marzo 2011

IL CARNEVALE OLIVERESE RACCONTATO DAL GIORNALINO "INSIEME"

Nel giornalino "Insieme" dell'anno 1978 - anno I n. 1, pag. 4 e 5 - è stato pubblicato un articolo che racconta il Carnevale: "com'era una volta" e "com'è adesso".

Com'era una volta, viene raccontato così:

"San Bastianu li maschiri o' chianu", diceva un antico detto e, infatti, il 20 gennaio, giorno di San Sebastiano, cominciava la grande festa del carnevale, con balli in maschera in quelle improvvisate sale da ballo che erano le case di tutti.
Ma questo era solo il preludio ai grandi divertimenti; gli ultimi giorni di carnevale dovevano essere spettacolari a sentire quello che raccontano i vecchi.
Per prima cosa c'era il gruppo dei danzatori, formato da almeno una trentina di coppie e da un "puddicinedda" che dirigeva la danza.
La coppia era formata da due uomini, di cui uno era vestito da donna e l'altro era vestito da marinaio. Il "puddicinedda" era completamente vestito di bianco con un grande cappello a cono pieno di nastri e con un tamburello in mano.
C'erano poi i "picurari" che facevano da "spartitraffico"; avevano infatti dei tascapane pieni di rami pungenti per cui la gente al loro avvicinarsi era costretta ad indietreggiare facendo in questo modo lo spazio necessario per i danzatori.
Oltre a loro c'erano i "sparacanigghia" che andavano in sollucchero sparando una polvere giallastra a destra e a manca.
Chiudeva il gruppo la "vecchia ca scupa" dietro alla quale c'era un codazzo di ragazzi che tentavano di dar fuoco alla stoppa attorcigliata al bastone che teneva in mano, mentre lei menava con un bastone botte da orbi.
Questo pittoresco insieme girava per tutte le strade del paese, fermandosi e ballando dove lo spazio lo permetteva e spesso si facevano solenni mangiate a base di pane, olive e, raramente, salsicce offerte da qualche generoso benestante.
C'era il carro dei pescatori, dalle cui canne lunghissime pendevano biscotti fatti in casa che i bambini tentavano di acchiappare; quello ospedaliero con medici che affrontavano difficilissime operazioni estraendo ossa enormi e budella infinite; c'era infine il carro del tribunale in cui giudici, imputati e avvocati erano impegnati in procedure interminabili per processare "re carnevale".
C'era... C'era.... , sembra una favola; c'era una volta il carnevale, ma è morto completamente o soprevvive ancora?.-

Com'è adesso, viene raccontato così:

"Nei giorni 5-6-7 del mese di febbraio (1978) c'è stato il carnevale.
Quest'anno è stato organizzato da un gruppo di giovani, che, in collaborazione con Padre Luigi e le Suore, hanno organizzato come hanno potuto questa festa.
Il primo girno, domenica, è stata organizzata una sfilata di mascherine accompagnate dalla musica che, purtroppo, era solamente registrata.
La sera vari gruppi di maschere hanno girato le case del paese portando allegria un po' dappertutto. Purtroppo, erano poche sia le maschere sia le case in cui era consentito l'ingresso, perchè l'isolazionismo che si è venuto a creare, impedisce anche di divertirsi.
Il lunedì è stata una giornata di pausa. Si doveva disputare, nel pomeriggio, una partita di calcio fra gli studenti di Oliveri che viaggiano verso Patti e quelli che viaggiano verso Milazzo.
Ma non si è disputata per l'assenza di alcuni componenti di ambedue le squadre.
Martedì, ultimo giorno, si è organizzata una sfilata di carri; uno di essi rappresentava una gabbia in cui erano contenute due buffissime scimmie che erano interpretate da due ragazzi.
Sull'altro, riccamente addobbato da palme, festoni, ecc., stavano dei ragazzi che buttavano coriandoli a destra ed a manca. Intanto una fisarmonica, suonata dal bravo Vito Alcamo, rallegrava le persone che seguivano la sfilata.
Alcuni ragazzi distribuivano caramelle, mentre altri creavano allegria per le strade del paese.
Il punto culminante della sfilata si è avuto in piazza dove si è ballato e si è assistito alla "morte" della morte che era interpretata da un nostro caro compaesano.
La sera di martedì i gruppi di maschere che giravano per le case sono stati molto pochi a causa del maltempo che, a tratti, faceva mancare l'energia elettrica".-
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L'efficace racconto del giornalino "Insieme" pone in evidenza l'antica tradizione del carnevale oliverese e la sua evoluzione nel tempo.
Ovviamente, dal 1978 ad oggi è avvenuta una ulteriore evoluzione dovuta ad una concomitanza di fattori. Ma soprattutto al progresso civile ed economico della Società moderna.
Ad onore e merito dei vecchi protagonisti, va rammentato che allora, sia la cultura che la normativa vigente non consentivano la concessione di contributi da parte degli Enti Locali.
Tutto veniva organizzato spontaneamente da generosi volontari con spese a carico.
Oggi, con l'evoluzione dei tempi, tutto è migliorato. Basti considerare che la Regione Siciliana legifera per il finanziamento di molte tradizioni e manifestazioni antiche ritenute famose.
Tra queste, anche alcuni carnevali.-
Antonio Amodeo

2 commenti:

  1. A quanto pare per questo carnevale sono stati spesi 8000, dicasi OTTOMILA euro, nell'organizzazione dell'evento. Questo è il modo con cui il sindaco e i solerti componenti della giunta vogliono garantirsi la permanenza a vita come stipendiati a carico dei contribuenti? Fateci sapere, noi giovani che non abbiamo intenzione di presentarci con il cappello in mano ad elemosinarvi un tozzo di pane siamo interessati. Ditecelo, cosi voi potete vantarvi di amministrare per altri 10 anni, noi ci faremo la nostra strada altrove. Tutti d'accordo e felici per le disavventure reciproche. Povera Italia federale, guidata da amministratori sceriffi semianalfabeti a cui affideremo il potere.
    PS. il potere di decisere su noi e per noi.

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  2. una sola chiacchera è costata un EURO, in quanto confezinata in ROSA o da DONNA ROSA

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