domenica 6 marzo 2011

IL PAVONE E GIUNONE (ESOPO)

Il pavone sopportava malvolentieri la sua voce e spesso lodava la voce dell'usignolo.
Mentre il piccolo uccellino cantava nel bosco, il pavone di nascosto lo ascoltava e voleva imitare la soavità e la meraviglia della sua voce.
Quando infatti il superbo pavone cantava davanti alle ali dell'uccello, la sua voce era sempre stonata e spiacevole, perciò era deriso da tutti.
Allora quello, dopo che aveva spesso sopportato le offese, andò da Giunone e pianse della sua ingiusta sorte: a causa della soavità della voce l'usignolo era ammirato da tutti, il pavone, invece, re degli uccelli, veniva deriso da tutti.
La regina degli dei, dopo avere sentito il suo lamento, volle offrire sollievo all'animale e lodò molto la sua bellezza.
Ma il pavone rispose alla dea: "Non gioisco per la mia muta bellezza, quando sono deriso da tutti a causa della mia voce stonata".
E Giunone irata disse: "Le doti furono date dalla Natura agli animali: l'aspetto al pavone, le forze all'aquila, l'astuzia alla volpe, la fedeltà al cane, la soavità della voce all'usignolo. Tutti gli animali furono contenti delle loro doti: quindi il tuo lamento è inutile. Vai via, se non vuoi perdere la tua bellezza!".-
__________________________________

Giunone diede quella risposta perchè in quel tempo nessun pavone era stato eletto Sindaco.
Contrariamente, avrebbe concesso una deroga.-
Antonio Amodeo

2 commenti:

  1. Il nostro Sindaco ha una bella voce. Sa fare formidabili comizi e sa pure cantare. O per meglio dire, RAGLIARE.

    RispondiElimina
  2. ma....tutta casa!!!! che vergogna per Oliveri che cultura..il sindaco ride che vergiona che cultura...Siamo Arrivati!!! peggio che in Libia!!!

    RispondiElimina