giovedì 24 marzo 2011

LETTERA DEL BABY SINDACO DI OLIVERI AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA

Con vivo compiacimento pubblico la seguente lettera inviata dal baby Sindaco di Oliveri al Prsidente della Regione Sicilia.
Antonio Amodeo


OLIVERI 23-03-2011
Caro Presidente Lombardo,Le scrivo in nome del grido disperato di un popolo, quello Siciliano, stanco di accollarsi esclusivamente i problemi del nostro Paese; stanco di sopportare le continue beffe e i ricorrenti scherni di un’Italia spaccata in due; le scrivo in nome della logorante indignazione di un popolo, quello Siciliano, esausto di dover essere governato da autorità politiche incapaci e probabilmente, anzi volutamente, non all’altezza del ruolo che ricoprono. Le scrivo perché in questi giorni più che mai si fa sentire l’enorme sdegno di tanti suoi e miei conterranei. Uno sdegno dovuto all’incompetenza e, in particolar modo, all’indifferenza di coloro, come lei, che dovrebbero governare questa terra per obbligo istituzionale ma, soprattutto difenderla per etica morale. Io, infatti, e tanti altri come me, fatichiamo a pensare di dover ancora subire le calunnie dei nostri connazionali e specialmente di dover ancora fronteggiare catastrofi e tormenti da soli, senza neanche l’appoggio di chi, per primo lei, dovrebbe sostenerci. Fatico a credere che lei si lavi le mani di fronte ad una situazione nazionale ed internazionale così tragica; una situazione che vede la nostra regione, assediata ed invasa da flotte, orde di clandestini. Fatico a credere che lei, nuovamente, permetta che si sputi sulla terra, sulla nostra terra che ancora una volta, in questi giorni, si trova a dover combattere contro un modo di fare politica, quale il suo, che amministra, per modo di dire, con l’indifferenza ed il menefreghismo. Ma ancor di più fatico a credere, non riesco a capire come lei, di fronte a tutto ciò, sia totalmente latitante, sia totalmente assente. Ciò che però, caro Lombardo, alimenta nel mio cuore una rabbia che poco a poco aumenta a causa del suo operato, è il dover questa volta dare pienamente ragione a quella parte d’Italia che critica i
Meridionali; poiché non posso certo contestare quelle parole che dipingono una Sicilia incapace e ignorante. Non posso, perché queste parole corrispondono solo e soltanto alla verità. Perché, caro presidente, la storia, maestra di vita, ci insegna che un popolo, governato da incapaci e incompetenti, è destinato a trascinarsi nel tempo un’etichetta tutt’altro che positiva. E il governo attuale, il suo, in questi anni altro non ha dimostrato se non di essere l’esempio più calzante di un’ amministrazione pubblica che di fatto non merita tale nome. Lei, infatti, ha avuto certo tanti meriti: quello di sperperare milioni non certamente per esclusivo interesse pubblico; quello di lasciare a distanza di ormai troppo tempo tanti alluvionati disastrati senza aiuti; e per ultimo, il merito di lasciare, come se nulla fosse, che la nostra terra venisse invasa da profughi che arrivano a più non posso. Insomma, sarà tradizione costante ma, a quanto pare, la sua amministrazione nel tempo tutto ha fatto tranne che amministrare. Un’amministrazione a cui non è mai importato ascoltare le urla di tanti, troppi cittadini esasperati da quest’effettiva forma di anarchia in cui versa la nostra terra. Di tanti, troppi cittadini che sono ormai esausti dalle ipocrisie e dalle falsità. Stanchi di vivere su parole, promesse e speranze. Parole, promesse, speranze che echeggiano continuamente tra le disgrazie e i disastri causati dall’inefficienza di una politica fondata sulla menzogna e sulla noncuranza. Stanchi di un’Italia che vive in parte sui sacrifici di una Sicilia massacrata e calpestata, e annullata ancor di più dal silenzio di chi può agire ma tace. Dal silenzio rumoroso di troppe promesse mai mantenute. Una Sicilia che si inginocchia sottomessa senza che nessuno apra bocca. Una Sicilia fatta di gente delusa ed affranta. Gente che non dimentica ciò che è accaduto a Giampilleri, a San Fratello ciò che sta accadendo a Lampedusa. Gente che non dimentica di essere già stata dimenticata e tradita da un Paese fatto di razzismo e divisioni; gente che non dimentica soprattutto di essere stata dimenticata da coloro che mai dovrebbero dimenticare; da coloro che non hanno dimenticato ma piuttosto fingono di farlo. Gente quella di Giampillieri, di San Fratello, di Lampedusa ecc.. che ha visto e vede il frutto di tanto lavoro distrutto. Che ha visto e sta vedendo, il suo completo disinteresse. Che vede, tuttavia, però; e così inizia a fare confronti ed apre gli occhi su una cruda realtà. Una realtà fatta di un Nord ed un Sud. Dell’Aquila che rivive, e di una Giampillieri o un San Fratello che muoiono; di un’Italia che ci soffoca e di un’amministrazione regionale che volutamente ignora e tace; che volutamente non proferisce parola sulla drammatica situazione di una Lampedusa vergognosamente abbandonata. Un focolaio, la nostra terra, dove oggi più che mai ardono la rabbia e il disgusto. Dove si contrappongono due mondi completamente diversi. Dove un Nord schernisce meschinamente un Sud affranto. Dove un Nord professa il rispetto per gli immigrati ma di fatto non vuole farsene carico, a dispetto di un Sud che invece, prodigo di solidarietà cristiana, li ospita e se ne prende cura. Dove i governi di un’Italia settentrionale si attivano e agiscono per il benessere dei cittadini e dove, al contrario, i governi dell’Italia Meridionale si attivano e agiscono sempre e solo per il benessere di non si sa chi. Un focolaio però, dove arde, glielo assicuro, anche il sempre vivo spirito patriottico di un popolo che mi auguro un giorno si possa unire compatto per ribellarsi ad un governo di Pupi Siciliani che si muovono manovrati dall’ipocrisia, da una scandalosa slealtà mista ad una pericolosa passività. Mi auguro dunque, per il bene della nostra Sicilia, che lei invece di dormire e adagiarsi sulle solite promesse non mantenute, apra finalmente bocca per difendere i diritti di una terra annientata e soppressa non solo dalla discriminazione alimentata dal pregiudizio, ma soprattutto, e prima di tutto, dalla parole taciute e dalle azioni assolutamente riprovevoli di un governo che agisce solo per motivi di convenienza. Spero vivamente che lei prenda in mano la triste situazione in cui si trovano Lampedusa e i paesi vittime già da tempo di terribili calamità naturali. Perché ritengo che non si possa più vivere di illusioni, di miraggi. Perché se l’onorevole Maroni parla di risarcimenti ai Lampedusani non si può attendere, probabilmente invano, che arrivino. Perché quando il governo Italiano già in passato ha garantito risarcimenti agli alluvionati, troppo si è attesa tale promessa che, tuttavia non si è mai concretizzata. Perché si possa mettere fine alla disonorevole situazione di anarchia e menefreghismo di un governo che non può, non deve più permettersi di sbagliare. Auspicandomi tutto ciò la prego di prendere in considerazione questa lettera, che reclama una Sicilia, quella Sicilia forte e capace di fronteggiare ogni possibile problema. Una Sicilia che può, che deve diventare più forte con la guida consapevole e capace di un governo che voglia e sia in grado di far sentire la sua voce per ricominciare a costruire una terra che possa poggiare su quelle solide fondamenta che ne fanno un luogo, il luogo di cui bisogna essere fieri. La prego di riflettere su ciò che ho scritto perché la patria mia e sua non venga più oppressa da quell’immagine che nel tempo si è venuta a creare anche e soprattutto a causa di un modo di fare politica oggettivamente colpevole. La prego di riflettere, perché troppa gente ha sofferto e sta soffrendo per la negligenza di un governo che deve cominciare a cambiare la strada della convenienza per imboccarne una decisamente migliore, quella che nonostante tutto ci rende fieri di essere nati in questa nostra Sicilia. Quella che lei per primo dovrebbe seguire perché da Siciliano possa veramente camminare a testa alta in mezzo a noi che ci sentiamo e sempre ci sentiremo onorati di essere Siciliani.

CON OSSERVANZA
IL BABY SINDACO DI OLIVERI(ME)
RIZZO PAOLA

9 commenti:

  1. Secondo me questa lettera conveniva indirizzarla anche al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio dei Ministri. Al nostro Sindaco non c'è bisogno.
    Lui è grande. Non accetta suggerimenti.

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  2. Brava Paola. Non ti esporre troppo.

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  3. Cara Paola lassala iri a tò mamma, non ti fari scrivire chiù littri. Sì felici e vivi la tua adolescenza serena. Lasciali stari i grandi, perchè sono persone stupide.

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  4. Al gentile e cortese anonimo del 25 Marzo 2011 08:31 dico solo: chi mi conosce sa; degli altri penso... "non ti curar di lor ma guarda e passa".

    Paola Rizzo

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  5. I genitori di Paola non sono stupidi sanno fare il loro dovere. Anche Paola conosce i suoi limiti. Consiglierei a Paola di dare più attenzione ai fatti dei suoi coetanei che hanno tantissime difficoltà. E se le rimane tempo disponibile, senza trascurare lo studio,dedicarsi ai fatti del nostro paese come baby Sindaco. La Sicilia e l'Italia vengono dopo. Sei giovane, hai ancora tanto tempo da vivere e da dedicare agli altri. Spera che anche gli altri possano fare qualcosa per te. Anche tu hai bisogno della solidarietà degli altri, cara Paola.
    Osserva attentamente la realtà che ti circonda.
    Valuta con la tua intelligenza. Rifletti su ciò che puoi fare. Nella vita è importante pensare e parlare. Ma è più importante AGIRE.
    E per potere agire, occorre essere in condizioni di poterlo fare. Chi ti vuol bene deve necessariamente dirti queste cose.

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  6. Risposta al commento 25 MARZO 2011 11:43. Nessun ha dato dello stupido ai genitori di Paola. Se sono stato interpetrato in questo modo, me ne scuso con loro. La stupidità era intesa come globale dell'umanità intera, basti vedere quello che succede nel mondo. Io i genitori di Paola, come tutti ad Oliveri, li conosco e sò che sono brave persone.

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  7. Cara Paola io non ti conosco ma so che sei una ragazina modesta, studiosa e rispetata dai tuoi compagni.So che ai sempre saputo scrivere molto bene e pure parlare e ti faccio i miei complimenti.Continua con il tuo entusiasmo che dimostri e visto she ancora sei piccolla per agire fai bene a parlare perche le parole possono essere come pietre.La mamma di un tuo compagnio.

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  8. Da quello che leggo,come è solito fare,l'unica che ha il coraggio di firmarsi e il Baby Sindaco .Tutti gli esperti commentatori come al solito ANONIMI.
    Salvatore Iarrera

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  9. Risposta al commento 25 Marzo 2011 18:01.
    E tu ora fimmannuti a piggi chiu rossa.

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