domenica 31 dicembre 2017

AUGURI A TUTTI.


OLIVERI: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CAMBIA IL PELO MA NON IL VIZIO.

Assunzione mutuo Euro 699.950,00

Pubblicato il da Cirano 



Apprendiamo da determina 190 del 27-12-2017 dell’assunzione di un mutuo pari a euro 699.950,00, per “Sistemazione a verde attrezzato, di un’area compresa tra via Marina e torrente castello”, stralcio funzionale impianto sportivo polivalente.
– Premesso che consideriamo, in astratto, utile l’opera;
– ‎considerato che sono stati disponibili, recentemente, opportunità di finanziamento di opere sportive più convenienti alle quali non ci risulta il nostro ente abbia partecipato;
– ‎considerato che periodicamente finanziamenti a fondo perduto, parziale o totale, vengono offerti alle PA;
– ‎considerato che l’ultima grande opera realizzata (verde pubblico attrezzato, parco giochi con campo calcio a 5), ad oggi risulta essere incompleta, antiestetica e parzialmente funzionale;
– ‎considerato che recentemente è stato realizzato un impianto per il calcio 5, i cui costi sarebbero potuti essere annessi alla realizzazione di questa opera ora proposta;
– ‎considerato che l’attuale area in cui ricade il campo di calcio a 5 potrebbe essere riadattata e resa polivalente, coperta con tensostruttura, garantendo un risparmio all’ente;
– considerata la necessità di totale trasparenza riguardo una opera destinata ad incidere sull’intera comunità;
– considerati gli articoli 2 e 6 dello statuto di questo ente, secondo cui “…promuovere ed assicurare l’informazione e la partecipazione dei cittadini singoli o associati alla vita politico-amministrativa della comunità….” E “… Per la realizzazione delle proprie finalità il Comune adotterà il metodo e gli strumenti della programmazione, concorrerà alle determinazioni degli obiettivi dei propri piani e programmi e di quelli dello Stato e della Regione consultando sindacati, formazioni sociali ed economiche o culturali operanti sul suo territorio…”, “…i cittadini, le assicurazioni e gli organismi di cui all’articolo 4 possono, come previsto dall’apposito regolamento, rivolgere per iscritto agli organi dell’amministrazione: istanze su questioni di carattere specifico; petizioni su questioni di carattere generale. Le risposte dovranno essere fornite entro 30 giorni…”;
Desideriamo manifestare le nostre perplessità politiche riguardo l’opportunità e la sostenibilità della realizzazione dell’opera in oggetto.
Pertanto,
Chiediamo
– che siano fornite le informazioni riguardanti il processo decisionale che ha condotto a tale determina. In particolare, chiediamo quali ragioni abbiamo indotto la nostra amministrazione ha contrarre un nuovo, oneroso, debito da dedicare alla realizzazione di questa opera, piuttosto che investire nel potenziamento del decoro urbano;
– ‎che siano fornite ai cittadini rassicurazioni riguardo la capacità finanziaria del nostro ente di far fronte a questo debito;
– ‎che siano forniti maggiori dettagli riguardo le zone di PRG su cui ricade l’opera;
– ‎di conoscere l’importo annuale attualmente speso per la copertura della rata relativa ai mutui precedente accesi;
– ‎che siano attenzionate le nostre considerazioni iniziali, al fine di rivalutare la decisione assunta, specialmente ‎quella in cui proponiamo di riadattare e rendere polivalente l’attuale campo di calcio a 5, coprendolo con tensostruttura, garantendo un cospicuo risparmio all’ente;
– ‎ che sia convocato un pubblico consiglio in cui i rappresentanti di maggioranza e di minoranza si confrontino, con senso di responsabilità sul tema, nel rispetto del mandato loro assegnato dai cittadini.
In attesa di riscontro, l’occasione ci è gradita per porgere ai nostri amministratori auguri per il nuovo anno.
Movimento Cirano
Gruppo Bagnato

sabato 30 dicembre 2017

La Casa Bianca all'Iran: 

'Il mondo vi sta guardando'.

'Governo rispetti diritto manifestare,

iraniani stufi corruzione'.

 


"Il governo iraniano dovrebbe rispettare i diritti del suo popolo, incluso quello di espressione. Il mondo sta guardando". Lo scrive in tweet la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, in merito alle manifestazioni degli ultimi giorni in Iran.
    Ci sono notizie di "proteste pacifiche dei cittadini iraniani stufi della corruzione del regime e dello sperpero di ricchezze nazionali per finanziare il terrorismo all'estero", aggiunge la portavoce.

Governo avverte, evitate raduni illegali  - Il governo iraniano ha avvertito la popolazione di evitare "raduni illegali" mentre crescono nel Paese le proteste contro il carovita e il regime. Lo riferisce la Bbc online. Ieri circa 50 manifestanti sono stati arrestati, mentre oggi sui social media si moltiplicano gli appelli a dare vita a nuove proteste in tutto l'Iran.

In 4000 partecipano a corteo pro-governo a Teheran
 - Circa 4000 persone hanno preso parte alla manifestazione filo-governativa a Teheran, mentre crescono nel Paese le proteste non autorizzate contro il carovita. Secondo le autorità, circa 50 dimostranti sono stati arrestati nelle manifestazioni di ieri in diverse città del Paese.
Conservatori commemorano 'vittoria' su proteste 2009 - I conservatori iraniani hanno indetto per oggi una manifestazione per commemorare l'anniversario della 'vittoria' del regime sulle proteste del 2009 contro la rielezione dell'allora presidente Mahmoud Ahmadinejad. Le proteste di allora, note anche come 'onda verde', furono guidate dai due ex candidati alle presidenziali, Mirhossein Mousavi e Mahdi Karrubi, finiti poi ai domiciliari. La manifestazione di oggi avviene mentre crescono le proteste contro il carovita e la situazione politica, compreso contro il presidente Hassan Rohani, con cortei in diverse città dell'Iran. Il governo di Rohani, insieme ad alcuni riformisti moderati, ha accusato gli avversari conservatori di essere dietro le proteste di piazza. Alcuni conservatori hanno infatti sostenuto i dimostranti affermando che il popolo ha il diritto di esprimere dissenso rispetto ai propri problemi economici, un diritto che era invece considerato come sedizione ai tempi delle manifestazioni del 2009, cui parteciparono milioni di persone dentro e fuori il Paese.-

Il sindaco di Montalbano, 

“trascorrete il Capodanno 

qui”.

 

 
pubblicato da www.amnotizie.it
 
 
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Quando alle vesti di amministratore si affianca la diligenza del buon padre di famiglia. I giovani di Montalbano Elicona potranno così festeggiare l’arrivo del 2018 all’interno di locali concessi dal Comune su disposizione del sindaco Filippo Taranto. 

Una decisione lodevole che nasce intanto con il preciso obiettivo di evitare che, per divertirsi la notte di San Silvestro, i giovani debbano abbandonare i confini del proprio paese. 

“Divertiamoci con intelligenza” è l’invito del primo cittadino di Montalbano Elicona che, in una nota dai toni accorati, ma al tempo stesso molto pacati, ha rivolto un invito ai suoi concittadini affinché, nell’ultima notte dell’anno, tengano un comportamento consono e atto a tenere pratiche responsabili e civili nell’uso delle automobili e soprattutto dei botti di fine anno che – ricorda- dovranno essere conformi alle disposizioni di legge. 

Proprio a proposito dei botti, il sindaco Taranto ha sottolineato che gli stessi rischiano di mettere a repentaglio la salute di chi li utilizza e quella degli altri, nonnchè la serenità di anziani e bambini piccoli, impaurendo anche gli animali. 

Infine, il primo cittadino ha tenuto a rivolgere un invito alle famiglie del suo comune affinché attuino “un controllo rigoroso e amorevole dei propri figli, vigilando sulla loro salute e condotta fuori dall’ambiente domestico”.-

Di la tua | AntimafiaDuemila

Dalla Sardegna un grido di protesta: 

giustizia e verità per Attilio Manca!


Pubblicato: 29 Dicembre 2017
da www.antimafiaduemila.it

 
manca attilio 900 








di Giuseppe Cabizzosu - Foto
 
La presentazione del libro sul mistero della morte del giovane urologo.


Ieri sera ad Ulassai si è tenuta la presentazione di un libro. Non un libro qualsiasi. Uno dei tanti che affollano le biblioteche e, non di rado, annoiano i lettori. Presentati quasi per dovere istituzionale o per alimentare un mercato ormai consunto e distratto di testi che riempiono gli scaffali e che ogni tanto qualche libraio, pietoso, si ricorda di spolverare per fare bella mostra di sé nei palchetti troppo pieni e troppo poco visitati. No. Il libro presentato ieri (con il patrocinio del Comune di Ulassai) era, ed è, di un'altra pasta. E' un libro duro. Forte. Profondo. suicidate attilio mancaIntenso. Doloroso. Straziante. Un pugno nello stomaco. Un groppo in gola che, per quanto ti sforzi, non riesci a buttare giù.
Ieri sera, ad Ulassai, in una sala silenziosa ed attonita, è andata in scena la ricostruzione di uno dei tanti drammi che caratterizzano ed ammorbano, da oltre quarant'anni, la storia italiana: “Suicidate Attilio Manca” di Lorenzo Baldo (Imprimatur).
Le pagine pesanti, taglienti e feroci del libro trasudavano, grondavano, dolore e rabbia mentre si ripercorreva la vicenda assurda e quasi grottesca, tutta italiana di Attilio Manca, brillante e sfortunato urologo siciliano, trucidato, barbaramente, nel febbraio 2004 all'interno della sua abitazione viterbese.
La ricostruzione lucida e precisa dell'autore riempiva la sala, a stento riscaldata, mentre fuori un rigido vento invernale ed una pioggia gelata sferzavano, rabbiosi, i vetri appannati della sala conferenze.
cabizzosu giuseppeI nomi dei protagonisti dell'intera vicenda si susseguivano incalzanti, si inseguivano, si incalzavano, si urtavano, feroci e famelici, urlandosi contro, digrignando i denti, aggredendosi reciprocamente, mentre le pagine del dramma quasi prendevano forma e mostravano, da lungi, gli occhi sbarrati di un uomo. Le promesse infrante di un destino crudele e beffardo mentre fantasmi assurdi ed accordi sanguinari ed inconfessabili si intravvedevano e si agitavano, convulsi e inafferrabili.
Nello sfondo uno Stato assente, inumano, tiranno, che tradiva il suo popolo, colpiva i suoi figli alle spalle e li barattava per uno snaturato senso di pace sociale, per suggellare accordi disumani ed atroci, immolando ad una ragione di stato incomprensibile ed assurda quanto di più sacro e nobile era stato messo a suo fondamento più alto fin dalla sua costituzione: la propria dignità e la propria integrità.
pilia paolaLa voce, un po' roca, dei presentatori, Paola Pilia e Giuseppe Cabizzosu, dopo i saluti del sindaco, Gian Luigi Serra, si affiancava a quella dell'autore, seguendolo nelle tormentate e tortuose tappe, ora processuali, ora tristemente e dolorosamente umane, di una storia che rischia, dopo il suo trasferimento alla procura di Roma, di non trovare una risposta, di cadere nella fornace fagocitante delle verità senza prove, delle certezze senza conferma, della crudeltà senza giustificazione.
Il libro come una sequenza lunghissima ed agghiacciante di dubbi, di incertezze, di sospetti, di superficialità ed incompetenze, peraltro ben circostanziate e documentate, di bugie, di mezze verità e di palesi, sfacciate ed efferate bugie e falsità.serra gianluigi Una sorta di rosario drammatico nel quale, tra i grani tristi di tanta assurda e crudele nefandezza, ogni tanto risplendeva, almeno, il fuoco del coraggio, il calore di un amore smisurato e dolcissimo, la forza ed il coraggio, la determinazione che reclamava, pretendeva almeno un briciolo di umanità. Solo la verità. Almeno quella. Per il resto, purtroppo, è ben chiaro a tutti che ciò che è andato irrimediabilmente perduto non potrà mai essere recuperato.
A tratti il silenzio in sala era interrotto solo dal vento e dalla pioggia mentre il respiro quasi affannoso del pubblico, assorto, accarezzava, pietosamente, il dolore di una famiglia straziata, offesa, vituperata.suicidate attilio manca ulassai Perché il dolore, quando è così forte ed assurdo, smette di essere un dramma personale, di una sola famiglia, e diventa il dramma di tutti. Il dramma di una nazione intera che non può essere accettato, non può e non deve essere tollerato. A nessun costo e per nessuna ragione.
E questo vuole essere il messaggio forte che dalla sala di Ulassai si è levato ieri sera. Un grido di protesta. Forte. Alto. Duro. Un pugno alzato contro le ingiustizie e la sopraffazione, la disumanità e la vigliaccheria, affinché si dia, finalmente, il giusto peso alla verità ed alla giustizia e si tributi il riconoscimento e la doverosa consolazione ad un cuore infranto che da troppo tempo aspetta.-

In foto dall'alto: Attilio Manca, Giuseppe Cabizzosu, Paola Pilia, Gianluigi Serra e uno scatto della presentazione del libro.

STRETTA SULLE INTERCETTAZIONI, TRA 6 MESI SCATTA IL BAVAGLIO.


Pubblicato: 29 Dicembre 2017
da www.antimafiaduemila.it

 
bavaglio2 













di Aaron Pettinari
 
Proteste da Anm ed avvocati.


E’ la legge bavaglio l’ultimo atto del 2017 da parte del governo. Oggi, infatti, è stato approvato, in via definitiva, il decreto legislativo che detta la nuova disciplina in materia di intercettazioni. Una riforma, fortemente voluta dalla politica, che non era mai andata in porto neanche nel Ventennio berlusconiano. Laddove aveva fallito il “Cavaliere” a raggiungere l’obiettivo è l’attuale ministro della giustizia Andrea Orlando secondo cui, ora, si ha un “maggiore equilibrio fra rispetto delle esigenze investigative, tutela della privacy e diritto all'informazione" nascondendosi dietro "l'obiettivo di contemperare l'importanza strategica a interessi tutelati dalla Costituzione".

Ma non è così. 


Il testo, che entrerà in vigore a sei mesi dalla sua pubblicazione prevista per gennaio, era stato già approvato dal cdm il due novembre e poi mandato per i pareri alle commissioni competenti di Camera e Senato.
Al suo interno si sancisce il divieto di trascrizione "anche sommaria" delle "comunicazioni o conversazioni irrilevanti ai fini delle indagini, sia per l'oggetto che per i soggetti coinvolti”, si fissano regole per l'utilizzo dei virus-spia come il Trojan (consentito ai fini di intercettazione tra presenti in ambito domiciliare solo se si procede per i delitti di criminalità organizzata o terrorismo. Altrimenti è limitato ai casi in cui vi è un'attività criminosa in atto), si stabilisce l’inserimento solo di "brani essenziali" e quando "è necessario" nelle ordinanze di custodia cautelare. Inoltre viene previsto un nuovo reato nel codice penale, con la reclusione fino a 4 anni per "chiunque, al fine di recare danno all'altrui reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche telefoniche o telematiche, svolte riservatamente in sua presenza o alle quali comunque partecipa". In base alla normativa non c'è punibilità se la diffusione delle riprese o delle registrazioni è conseguente alla loro utilizzazione in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca. Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
Altra novità riguarda l’accesso legittimo dei giornalisti alle ordinanze del gip, una volta che le parti ne hanno avuto copia. Quest’ultima norma, però, entrerà in vigore tra un anno.

La soddisfazione di Orlando
 
Abbiamo un Paese che utilizza le intercettazioni per contrastare la criminalità - ha commentato ministro della Giustizia - e non per alimentare i pettegolezzi o distruggere la reputazione di persone che non sono sottoposte a procedimenti penali. Insomma, senza restringere, anzi autorizzando addirittura a intercettare in modo relativamente più agevole per i reati contro la pubblica amministrazione, senza restringere la facoltà di utilizzare le intercettazioni come strumento di indagine, ci sono una serie di vincoli e di divieti che impediscono invece di utilizzarle come strumento di diffusione di notizie improprie, che colpiscono e ledono la personalità di soggetti che talvolta non sono nemmeno coinvolti nelle indagini”.

Intercettazioni in archivio
 
In base al nuovo ddl a conservare verbali e registrazioni sarà il pubblico ministero in un archivio e sarà sempre il pm, entro 5 giorni dalla conclusione delle operazioni, a occuparsi del deposito di tutti gli atti, formando un elenco delle conversazioni rilevanti ai fini di prova. Nel caso in cui vi sia un rischio di "grave pregiudizio per le indagini", il giudice può autorizzare il pm a ritardare il deposito, ma non oltre la chiusura dell'inchiesta. Inoltre i verbali e le registrazioni delle intercettazioni acquisite nel fascicolo di notizie di reato non sono coperti da segreto: il resto - le registrazioni non acquisite - sarà conservato nell'archivio del pm e sarà possibile chiederne la distruzione.
Per quanto riguarda il “diritto di difesa” gli avvocati avranno diritto ad avere copia degli atti ritenuti utili al procedimento, ma dopo il vaglio del gip. Ampliato il tempo (dai 5 giorni previsti in origine, ai 10 giorni, con possibile proroga nei casi più complessi, di cui parla il provvedimento approvato oggi) a disposizione per i difensori per consultare - senza estrarne copia - i verbali di intercettazione. Inoltre è stabilito che le conversazioni tra il legale e il suo cliente, nel caso di eventuale intercettazione, non devono essere inserite neanche nei brogliacci di ascolto.
Nel testo si stabilisce anche che il giudice, in “udienza stralcio”, senza l'intervento del pm e dei difensori, dovrà decidere sull'acquisizione delle intercettazioni indicate dalle parti, e potrà ordinare anche lo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione. Quando sarà invece "necessario", la decisione del giudice verrà presa dopo un'udienza a cui pm e avvocati dovranno partecipare. Infine, per quanto riguarda le intercettazioni per i reati contro la pubblica amministrazione, vengono semplificate le procedure per l'ascolto di conversazioni. Ci devono comunque essere gravi indizi di reato e le intercettazioni devono essere necessarie per procedere nelle indagini.

I commenti
 
Della nuova normativa non sono contenti i magistrati. Eugenio Albamonte, presidente del’Anm non parla di “bocciatura” ma neanche di “condivisione”: “Dal punto di vista delle modalità operative scelte si poteva fare meglio, qualche ombra è rimasta”, dice il numero uno dell’Anm. Che poi spiega come la riforma dia uno “strapotere della polizia giudiziaria nella selezione delle intercettazioni". La legge, infatti, prevede che quelle giudicate irrilevanti non vengano trascritte ma sia indicato nel verbale soltanto il tempo di registrazione e l’utenza intercettata. “Senza che venga indicato un minimo di contenuto dell’intercettazione ritenuta irrilevante - ha detto Albamonte - diventa impossibile un vero controllo da parte del pm. “È paradossale che, avendo vissuto da poco il trauma di intercettazioni mal trascritte (chiaro il riferimento al caso Consip e alla frase pronunciata dall'ex parlamentare Italo Bocchino e attribuita invece dal capitano del Noe Scafarto, ad Alfredo Romeo come prova di un incontro tra l'imprenditore e Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd) e gli echi politici e istituzionali che ne sono derivati, si creino le condizioni per ulteriori errori che, diversamente dalla vicenda a cui faccio riferimento, non saranno verificabili ex post".
Secondo Albamonte ora, rimediare ad eventuali errori da parte dei pm non sarà possibile "se non andandosi a risentire tutti i nastri, il che equivarrà a cercare un ago nel pagliaio". Giudicate in maniera negativa anche le limitazioni introdotte all’utilizzo dei trojan, cioè dei captatori informatici, nelle intercettazioni ambientali per reati diversi da terrorismo e mafia. Secondo il presidente dell’Anm così "c’è una riduzione fortissima dell’uso di questo strumento che provocherà un nocumento molto serio alle indagini
Ma contro la nuova legge si sono espressi anche gli avocati con l’Unione delle camere penali che ha commentato: “È una riforma che non possiamo considerare positiva perché per tutelare privacy e riservatezza si è scelto di limitare fortemente il diritto di difesa. Il che crea danni significativi a chi si trova coinvolto il vicende giudiziarie. Già oggi difendere e complicato. Un domani diventerà pressoché impossibile, tanto meno nella fase cautelare”.

Il bavaglio alla stampa
 

E’ evidente che il vero obiettivo della legge è proprio quello di limitare le fughe di notizie e di tutelare la privacy anche se negli ultimi venti anni sono circa una ventina le violazioni che si sono verificate sulla stampa.

Con la scusa della tutela della privacy non si tiene conto che se sul piano “penale” un fatto può non essere rilevante al contrario può esserlo sul piano etico ed anche politico. I cittadini hanno il diritto di conoscere la realtà dei fatti e per questo la trascrizione di un'intercettazione è necessaria. Sgombera il campo da possibili interpretazioni.

E la nuova norma con la possibilità data al giornalista di richiedere l’ordinanza di custodia cautelare (anche se è incomprensibile il motivo per cui si dovrà attendere ancora un anno per l’entrata in vigore) non è altro che un “contentino” minimo se paragonato all’innumerevole numero di intercettazioni che spariranno agli occhi dell’opinione pubblica. Basta un esempio su tutti ovvero quello dei due imprenditori che ridevano per gli affari possibili dopo le prime scosse di terremoto a L’Aquila. Se il decreto legge fosse stato allora in vigore non le avremmo mai potute ascoltare.  

Ma forse a certi governanti tutto questo fa solo comodo.-

OLIVERI: QUANTI MILIONI SONO STATI ASSEGNATI NOSTRO COMUNE ???...

 

LUOGHI  DIMENTICATI:  DAL  GOVERNO  4  MILIONI  PER  LA  PROVINCIA  DI  MESSINA.

progetto bellezz@

 

Il Governo Renzi aveva messo sul piatto 150 milioni di euro per recuperare luoghi storici abbandonati. I cittadini hanno potuto segnalare i siti da salvare. La Commissione ha scelto 273 interventi da finanziare. A Messina i soldi vanno tutti in provincia.

 

di F.St.
Sabato, 30. Dicembre 2017 - 8:04
pubblicato da www.tempostretto.it


Dare nuova vita ai tantissimi siti abbandonati in giro per l’Italia, riscoprire e valorizzare quel patrimonio artistico e storico che nel tempo è stato dimenticato, restituire alla collettività luoghi chiusi o ormai inagibili. Era nato con questi obiettivi il progetto "Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”. Un progetto che il Governo Renzi mise in campo ormai un anno e mezzo fa, mettendo sul piatto 150 milioni di euro da investire proprio per dare il via a una serie di interventi che in tutta Italia potesse salvare dall’oblio le bellezze dimenticate.

Sono stati i cittadini ad indicare i luoghi da salvare. Chi voleva esprimere la propria preferenza ha avuto tempo fino al 31 maggio 2016 e bastava inviare una mail ad un indirizzo di posta elettronica messo a disposizione del Governo. I luoghi segnalati furono circa 8mila. Poi è iniziato il lavoro della Commissione istituita per selezionare i progetti da finanziare. Un lavoro lungo che si è concluso con la riunione dello scorso 15 dicembre che ha portato ad un elenco che prevede 273 interventi in tutte le regioni italiane.

In Sicilia sono stati 10 i luoghi che hanno ottenuto il via libera e che dunque adesso riceveranno i finanziamenti. La provincia di Messina incassa un buon risultato, portando a casa ben 5 interventi finanziati:  a Monforte San Giorgio, area naturalistica, paesaggistica e storico-archeologico Colle Immacolata, vanno 300 mila euro; il Castello di Ficarra ottiene 520 mila euro; il Palazzo Cupane di Mirto si aggiudica 590 mila euro;  per il centro storico di Montalbano Elicona arriverà 1 milione di euro; ottimo risultato anche per il Castello arabo-normanno di Galati Mamertino che incasserà 1,4 milioni di euro.

I 150 milioni di euro previsti per il progetto sono stati assegnati e sono destinate a tali interventi con la delibera Cipe dell’1 maggio 2016. i luoghi interessati per i quali sono arrivate proposte sono 7.540 distribuiti in 3.197 comuni. In particolare, tali luoghi sono geograficamente distribuiti nel seguente modo: 2.497 luoghi al Nord (e insistono su 1.306 comuni), 2.259 al Centro (e insistono su 813 comuni) e 2.784 al Sud (e insistono su 1.078 comuni).

Grande soddisfazione viene espressa da Giacomo D’Arrigo, Presidente dell’Agenzia nazionale Giovani: "Altri 4 milioni di euro arrivano in provincia di Messina per finanziare 5 interventi in altrettanti comuni, opere con finalità di recuperare luoghi culturali abbandonati da anni. Si tratta di una idea promossa dal governo Renzi appena dopo il suo insediamento per coinvolgere comuni, associazioni, cittadini e comunità, chiedendo loro di promuovere e sostenere luoghi del cuore ed entro l'anno, come promesso, ecco i risultati positivi per la nostra realtà che il governo Gentiloni ha portato a termine. Una ulteriore iniziativa/promessa mantenuta per la nostra realtà. Il mio ringraziamento, oltre che a Renzi e Gentiloni, anche al sottosegretario Maria Elena Boschi che ha seguito tutto l'iter garantendo la conclusione della procedura nei tempi indicati".

Per D’Arrigo “questa buona notizia, per stare solo alle ultime 2 settimana, completa quelle positive riguardanti le risorse - circa 50 milioni di euro - del bando periferie e dell’acquisto di nuovi tram e la stabilizzazione dei Precari del Piemonte/Ircs: tutti provvedimenti che si debbono esclusivamente a scelte e finanziamenti del governo nazionale”.-

F.St.

Twitter, l’esercito dei (falsi) 

terremotati che celebrano il 

rientro nelle case. Svelato il 

fake, gli account cancellati 

 in blocco.

 

Twitter, l’esercito dei (falsi) terremotati che celebrano il rientro nelle case. Svelato il fake, gli account cancellati in blocco


Decine di account falsi hanno scritto per mesi un messaggio identico: "Finalmente a casa dopo il sisma". Una storia tanto commovente (e positiva per il gradimento del governo) quanto falsa. Quando è venuta a galla, i profili che avevano distorto la percezione della realtà sul post-terremoto sono scomparsi da Twitter. La denuncia di un aquilano, vero autore del messaggio nel 2014: "Impressionato dal fatto che si possa speculare su queste cose".

 

Sono finalmente tornati nelle loro case. Carla Minotta è rientrata il 27 dicembre. A Rossella Gengi era toccato un po’ prima, il 31 ottobre. Valerio Parente e Lucio Ruggero avevano rimesso piede nella loro abitazione rispettivamente lo scorso 13 e 6 ottobre. Costantino Varlo il 19 luglio e Noemi Samisi il 5 maggio. Terremotati fortunati, verrebbe da dire, visto che solo il 40 per cento degli abitanti del Centro Italia colpiti dalle scosse del 2016 hanno ricevuto una casetta. Oppure forse si riferivano a un altro sisma, quello dell’Emilia-Romagna, visto che sono di nuovo sotto il tetto accogliente della propria casa, dopo “oltre 5 anni”.



“È una notte speciale x me perché stanotte dopo oltre 5 anni dal sisma dormo x la prima volta a casa mia. E mi andava di condividerlo con voi”. Un messaggio bellissimo, identico a quello di Rossella e gli altri. Tutto molto commovente, in grado di ricevere nel caso di Carla Minotta oltre mille retweet. Ma tutto falso. Né Carla né Rossella, nemmeno Valerio e Lucio, Costantino e Noemi esistano. Sono “fake bot” e spacciano fake news su Twitter sulla pelle dei terremotati che una casa l’aspettano davvero e ancora non l’hanno ricevuta, nonostante le rassicurazioni del governo. E quando la loro propaganda – chissà in nome di chi – è stata smascherata, sono tutti scomparsi dal social network. I loro profili falsi, diverse decine, non esistono più. Irraggiungibili da venerdì pomeriggio.





Nel frattempo migliaia di utenti di Twitter hanno creduto che la storia fosse vera: nelle fredde notti invernali del 2017, finalmente, i terremotati italiani hanno di nuovo un letto comodo, un tetto stabile e un’abitazione da far diventare casa. In tempi di grandi battaglie sulle fake news, quelle che tirerebbero la volata ai populisti, nessun politico tra quelli che hanno dichiarato guerra alle bufale (e giura che potrebbero influenzare le elezioni) ha rilanciato la notizia di Giornalettismo, il primo ad occuparsi della vicenda: tutto falso, non ci sono centinaia di famiglie colpite dal sisma rientrate nella loro casa.
L’unico ad insorgere è stato Antonello Loreto, “Ammiraglio” su Twitter, che quel messaggio lo aveva scritto davvero. Era il 23 luglio 2014 e il ragazzo aquilano rientrava davvero nella sua casa a cinque anni dal sisma che colpì il capoluogo abruzzese. Poi nel corso del tempo, almeno quindici volte nell’ultimo anno, il messaggio è stato replicato in automatico dai profili falsi che si sono impossessati della sua storia. Loreto ha scritto a Twitter chiedendo di fermare gli account: “Mi fa impressione – ha detto al quotidiano La Verità – che si possa speculare su una cosa di questo tipo. Se chi fa queste cose avesse vissuto la situazione di un terremotato, forse non sarebbe così tranquillo”.
Di certo fa il gioco di qualcuno (e di certo il “gioco” va a beneficio di chi della ricostruzione deve occuparsi, cioè il governo), ma è impossibile risalire esattamente a chi, ancor più ora che i profili sono stati cancellati. E i fake bot in questione il gioco lo hanno anche fatto bene. Perché se da un lato alcuni aspetti dei loro account – l’alto numero di follower, anche fino a 20mila utenti, e la scarsissima interazione con gli altri utenti – potevano lasciar intendere che si trattasse di ‘robot’; dall’altro la loro attività non è mai stata martellante in chiave politica. Così il “giochino” è passato inosservato quando è stato attivato: vuoi vedere che tra una citazione di Oscar Wilde e una frase sul sole splendente, quel follower era davvero un terremotato in attesa di un ritorno alla vita normale? Chissà da quale manina sono stati armati. Chissà in nome e per conto di chi twittavano allegri, da nuove case inesistenti, Carla Minotta e gli altri falsi terremotati distorcendo la percezione di quanto la maggioranza e il governo sono finora riusciti a fare per gli abitanti del Centro Italia e le popolazioni colpite dai precedenti terremoti.-

Anziana uccisa in strada a 

Bitonto, usata come scudo.

 

Agguato in pieno centro, ferito un giovane di 20 anni, con precedenti penali, e ora ricoverato al policlinico di Bari.

 


L'anziana, Anna Rosa Tarantino, colpita durante l'agguato, e morta in ambulanza poco prima dell'arrivo nell'ospedale San Paolo di Bari, potrebbe essere stata utilizzata come 'scudo' dall'obiettivo dei sicari, probabilmente il giovane di 20 anni, Giuseppe Casadibari, con precedenti penali, tra cui lo spaccio di droga, rimasto ferito ed ora ricoverato al policlinico di Bari. La circostanza al momento non viene confermata dagli investigatori. Sembrerebbe inoltre che la donna, contrariamente a quanto si era saputo in un primo momento, sarebbe stata raggiunta da più colpi di arma da fuoco.

Colpi anche contro casa boss  - Poco prima dell'agguato avvenuto nel centro storico di Bitonto, altri colpi di arma da fuoco sarebbero stati sparati contro l'abitazione di un esponente di spicco della criminalità bitontina, in via Pertini. Inoltre, dopo circa 20 minuti dall'agguato avvenuto tra Porta Robustina e via dei Martiri, è stato poi inspiegabilmente ucciso, a colpi di pistola, un cane: l'episodio è avvenuto nei pressi della stazione dei carabinieri, in un quartiere ad alta densità di case popolari e dove risiedono esponenti di un altro clan. Sui due episodi indagano i carabinieri che dovranno appurare se siano collegati ai fatti di sangue avvenuti nel centro storico. (ANSA)

BUTTAFUOCO: "NON SARANNO I POLITICI A SALVARE LA SICILIA, TOCCA AI SICILIANI".



Chiude il Parlamento 

“del cambiamento”: da chi 

ha girato 10 partiti diversi 

a chi non s’è visto quasi mai. 

Come Verdini.

 

Chiude il Parlamento “del cambiamento”: da chi ha girato 10 partiti diversi a chi non s’è visto quasi mai. Come Verdini


C'è chi come la deputata Cinzia Maria Fontana (Pd) è stata presente al cento per cento delle votazioni, tutte le 24827 tranne una. Ma la legislatura del Parlamento più giovane ha confermato i vizi più vecchi, come suggerisce l'analisi dei dati di OpenPolis. Quelli dei cambi di gruppo, per esempio, 10 al mese, con il recordman Luigi Compagna. La polverizzazione di partiti e la proliferazione dei gruppuscoli personali. La sorpresa? Razzi più presente di tutti i leader.

 

Chissà che rabbia quella volta, l’unica, in cui non è riuscita a esserci, per votare un emendamento alla legge sul “Dopo di noi”. Tutte le altre volte, tutte le altre 24827 volte, l’onorevole Cinzia Maria Fontana si trovava al suo posto, a schiacciare sì, no, astensione, emendamento dopo emendamento, articolo dopo articolo, ordine del giorno dopo ordine del giorno, mozione dopo mozione, al mattino e alla sera, anche quando c’era l’unanimità, anche quando il governo dormiva tra quattro guanciali, anche quando si parlava delle dimensioni degli avannotti, della ratifica dell’accordo con Andorra. La Fontana c’era sempre. Come lei, ma un po’ meno, il collega del Pd Guerini (quello meno noto, Giuseppe) o i senatori di Mdp Carlo Pegorer e Federico Fornaro. Attaccati alla poltrona, in senso proprio. Ma a leggere i numeri di OpenPolis – anche se manca ancora l’indice di produttività – l’occhio cade dove come al solito qualcosa duole.

Quella finita ieri sarà la legislatura con il Parlamento più giovane ma ha anche mantenuto i vizi più vecchi. Il record di cambi di gruppo, per esempio, 10 al mese. La proliferazione dei gruppuscoli e la polverizzazione dei poli e dei partiti più grandi che hanno dato vita a effetti grotteschi come la resurrezione di metà pentapartito (Psi, Pli, Pri) e alla nascita di gruppuscoli che nemmeno in un condominio (Euro-Exit). Dopo i partiti personali, poi, i gruppi parlamentari personali: gli alfaniani, i verdiniani, i fittiani, i tosiani. Partiti nati e morti dentro il Parlamento oltre che quasi trascurati fuori, come Alternativa Popolare.

E poi i parlamentari dati per dispersi, per i quali ancora un po’ e si levavano in volo gli elicotteri della Protezione civile. L’editore Antonio Angelucci, come da tradizione, ma anche l’avvocato del capo Niccolò Ghedini. Non c’era quasi mai neppure un insospettabile, Denis Verdini, protagonista della legislatura con le sue truppe che facevano da rotelle laterali alla bicicletta dondolante della maggioranza. Stare in Parlamento per lui non è indispensabile.-

venerdì 29 dicembre 2017

M5s, alle elezioni anche i non 

iscritti potranno candidarsi 

nei collegi uninominali. 

E arriva il “filtro di qualità”.

 

M5s, alle elezioni anche i non iscritti potranno candidarsi nei collegi uninominali. E arriva il “filtro di qualità”


Nuove regole per i pentastellati in vista delle politiche: con l'obiettivo di esprimere candidature forti, è stato rimosso l'obbligo di iscrizione al Movimento. E contro il pericolo di "imbarcare di tutto", come l'avrebbe definito Beppe Grillo, il candidato premier Luigi Di Maio potrà stabilire se tra gli aspiranti parlamentari ci siano condotte contrarie al codice e ai dettami grillini. Le Parlamentarie, intanto, sono sempre più vicine: la data potrebbe essere annunciata già nelle prossime ore.

 

Anche i non iscritti al Movimento 5 Stelle potranno essere candidati alle prossime elezioni politiche. Ma l’ultima parola sui nomi spetterà comunque a Luigi Di Maio, dopo essersi consultato con Beppe Grillo. È una delle fondamentali novità contenute nelle nuove regole per le parlamentarie del M5s. Una mossa che segna l’apertura dei 5 Stelle alla società civile con l’obiettivo di esprimere candidature forti nei collegi uninominali. La notizia, diffusa dalle agenzie di stampa e confermata al fattoquotidiano.it da fonti pentasellate, segna un cambiamento epocale nelle regole interno al Movimento.

Una modifica dettata dalle tante richieste di professionisti, imprenditori e altre figure che si sono avvicinate al Movimento negli ultimi tempi, senza però iscriversi formalmente: con le vecchie regole grilline non potrebbero candidarsi. Adesso, invece, potranno quindi proporre la propria candidatura anche persone esterne al Movimento che si sono distinte sul territorio per la loro professionalità e competenza. La data delle Parlamentarie, tra l’altro, è sempre più vicina e potrebbe essere annunciata già nelle prossime ore.

Sulla possibilità di candidatura anche per i non iscritti, però, vigerà un inedito filtro di qualità. Contro il pericolo di “imbarcare di tutto“, come l’avrebbe definito Beppe Grillo, il candidato premier Luigi Di Maio, potrà stabilire se tra gli aspiranti parlamentari grillini ci siano condotte contrarie al codice e ai dettami del movimento.  Ed esprimere, in tal caso, parere contrario e vincolante. Ovviamente solo dopo aver sentito il parere di Grillo, in quanto garante del Movimento. Un passaggio quello del “filtro di qualità”, di cui si discute molto ai piani alti del Movimento. E che è stato ideato per arrivare alla formazione di un gruppo parlamentare coeso anche grazie a una scrematura sulle qualità dei singoli parlamentari.

E sempre con l’obiettivo di avere un gruppo più unito il M5s vuole anche tutelarsi dai voltagabbana. Il modo? Introdurre anche a livello nazionale quanto già avviene a livello locale e cioè una multa nel codice dei futuri parlamentari. Chi vuole lasciare il M5s dovrebbe pagare 100mila euro ma il rischio è che il tentativo sia comunque vano: la Costituzione non prevede infatti un vincolo di mandato per i deputati e senatori. Per questo motivo, secondo l’agenzia Ansa, sarebbe stata avanzata l’idea di inserire la sanzione in una scrittura privata, una sorta di contratto, facendo sì che non sia legata direttamente al possibile cambio di casacca.

Assieme alle regole per le candidature e al nuovo codice di comportamento per gli eletti arriverà anche un nuovo cambio del “non Statuto” del M5s. L’ultimo modifica del carta fondativa del Movimento risale al settembre del 2016, quando furono introdotte pesanti modifiche in materia di sospensione ed espulsioni degli iscritti con l’introduzione, tra l’altro, di un collegio dei probiviri.-

OLIVERI: AUGURI DI BUON ANNO DAL MOVIMENTO CIRANO GIOVANI.

 

Cirano Giovani augura Buon Anno


Cirano Giovani ringrazia tutti quanti ci hanno supportato in questo nostro primo anno di attività, credendo in noi e supportando le nostre iniziative.

Noi giovani vogliamo essere partecipi alla vita sociale del nostro paese, impegnandoci a migliorarlo.

Il nostro grazie più grande va al movimento Cirano che per primo ha creduto in noi. Un grazie speciale ai nostri tutor, Vittoria Cardile e Francesco Arlotta, che ci hanno seguiti e guidati con pazienza e amore.

Auguriamo a tutti i cittadini un felice anno nuovo.

Buone feste a tutti gli imprenditori Oliveresi

Buone feste a tutte le attività commerciali

Buone feste alle associazioni

Buone feste a tutta la scuola

Buone feste a tutti gli organi di vigilanza

Buone feste a tutti i dottori

Buone feste a tutte le società sportive

Buone feste a tutte quelle persone sofferenti che aspettano il regalo della rinascita.

Buone feste a tutti.

Che il nuovo anno porti pace e serenità ❤

MASTERPLAN E BILANCI LE PRIORITA' DI CALANNA. PAROLA D'ORDINE: CONCERTAZIONE.



Intercettazioni: 

sì Cdm a riforma, 

in vigore tra 6 mesi.

Solo norma che riguarda i giornalisti sarà efficace 

tra un anno.

 

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo alla riforma delle intercettazioni, che entrerà in vigore dopo sei mesi dalla sua pubblicazione, prevista per gennaio. Solo una norma, quella che sancisce il diritto dei giornalisti ad avere copia dell'ordinanza di custodia cautelare, una volta resa nota alle parti, sarà invece efficace tra un anno.

Orlando, ora protetta la privacy  - "Abbiamo un Paese che utilizza le intercettazioni per contrastare la criminalità e non per alimentare i pettegolezzi o distruggere la reputazione di qualcuno". Lo afferma, al termine del Cdm che ha dato l'ok alla riforma delle intercettazioni, il ministro della Giustizia Andrea Orlando sottolineando come il provvedimento, "senza restringere, ma anzi autorizzando ad intercettare in un modo più agevole, impone una serie di vincoli e divieti che impediscono di usarle come strumento di diffusione di notizie improprie". Quella dell'Anm sull'eccessivo potere dato dalla riforma alle intercettazioni alla polizia giudiziaria "Mi pare onestamente una preoccupazione non fondata, anche perché il testo è cambiato nel senso auspicato dall'Anm anche se non esattamente come richiedeva. C'è un'interlocuzione tra pm e polizia giudiziaria per cui alla fine è sempre il pm ad essere il dominus" dell'indagine, sottolinea Orlando.
La possibilità da parte dei giornalisti di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare "è stata inserita nel decreto anche se è differita di qualche mese rispetto all'entrata in vigore" del provvedimento "per un semplice motivo: al governo in carica competerà verificare se ci sarà effettivamente un'evoluzione delle ordinanze. Noi pensiamo a delle ordinanze che non siano più il copia-incolla di oggi, come spesso avviene. Se questo avverrà e la prassi del copia incolla viene superata mi sembra ragionevole che si possa arrivare alla loro pubblicazione". Lo afferma il ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine del Cdm sulla riforma delle intercettazioni. "Se questo non avverrà il governo a quella data valuterà come precedere", spiega il Guardasigilli.

Anm,troppo potere a polizia giudiziaria - "Non una bocciatura, ma nemmeno una condivisione entusiastica". Eugenio Albamonte sintetizza così il giudizio dell'Associazione nazionale magistrati, di cui è presidente, sulla riforma delle intercettazioni, che domani (oggi, ndr) sarà varata in via definitiva dal Consiglio dei ministri. Perchè, spiega, "aver acceso una riflessione molto attenta su intercettazioni e privacy è un passo avanti culturalmente importante che condividiamo. Ma dal punto di vista delle modalità operative scelte si poteva fare meglio, qualche ombra è rimasta". Su quale sia il "punto di caduta più negativo della riforma" Albamonte non ha dubbi: è "lo strapotere della polizia giudiziaria nella selezione delle intercettazioni". La norma prevede che quelle giudicate irrilevanti non vengano trascritte ma sia indicato nel verbale soltanto il tempo di registrazione e l'utenza intercettata. Così però, "senza che venga indicato un minimo di contenuto dell'intercettazione ritenuta irrilevante, diventa impossibile un vero controllo da parte del pm". Con rischi altissimi e incomprensibili anche alla luce di quello che è appena successo nell'inchiesta Consip: "è paradossale che, avendo vissuto da poco il trauma di intercettazioni mal trascritte e gli echi politici e istituzionali che ne sono derivati, si creino le condizioni per ulteriori errori che, diversamente dalla vicenda a cui faccio riferimento, non saranno verificabili ex post". Albamonte non lo dice esplicitamente ma pensa a quella frase pronunciata dall'ex parlamentare Italo Bocchino e attribuita invece dal capitano del Noe Scafarto, ad Alfredo Romeo come prova di un incontro tra l'imprenditore e Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd. Una vicenda scoperta dai pm romani che hanno messo Scafarto sotto inchiesta. Ora invece rimediare a errori del genere da parte dei pm non sarà possibile,spiega il leader dell'Anm, "se non andandosi a risentire tutti i nastri,il che equivarrà a cercare un ago nel pagliaio". Un modo per risolvere il problema c'era e lo avevano indicato diversi procuratori: attribuire alla polizia giudiziaria il potere di selezionare le intercettazioni "manifestamente irrilevanti". Un suggerimento che è rimasto inascoltato, così come la richiesta dell'Anm di un ripensamento sulle limitazioni introdotte all'utilizzo dei trojan, cioè dei captatori informatici, nelle intercettazioni ambientali per reati diversi da terrorismo e mafia. E' questo l'altro punto dolente della riforma: "c'è una riduzione fortissima dell'uso di questo strumento che provocherà un nocumento molto serio alle indagini". "Positive" invece le ultime modifiche che il Cdm introdurrà: "l'allargamento delle maglie della consegna degli atti ai difensori" e la possibilità per i giornalisti di ottenere e pubblicare l'ordinanza di custodia cautelare, "apprezzabile per il suo valore simbolico". Ma anche in questo caso c'è un neo: "Non si capisce perchè bisogna aspettare 12 mesi per l'entrata in vigore di questa sola norma, su cui sono d'accordo sia gli operatori del diritto sia Parlamento e Governo".

Penalisti, difesa diventa impossibile  - "E' una riforma che non possiamo considerare positiva perchè per tutelare privacy e riservatezza si è scelto di limitare fortemente il diritto di difesa. Il che crea danni significativi a chi si trova coinvolto il vicende giudiziarie. Già oggi difendere e complicato. Un domani diventerà pressoché impossibile, tanto meno nella fase cautelare". Resta molto severo il giudizio dell'Unione delle camere penali sulla nuova legge sulle intercettazioni, che domani (oggi, ndr) riceverà il via libera definitivo del Consiglio dei ministri. "Per fare riforma in materia penale ci vuole coraggio, ma questo coraggio non c'è stato" commenta sconsolato Rinaldo Romanelli, componente della giunta dell'Upci. E a cambiare il punto di vista critico dei penalisti non sono bastate le ultime modifiche introdotte: cioè aver innalzato da 5 a 10 giorni il termine attribuito ai difensori per esaminare il materiale intercettato (con una proroga sino a 30 giorni se la documentazione è molto ampia e complessa); e avere vietato, fermo restando il divieto di intercettare i colloqui tra assistito e avvocato, la verbalizzazione di quelle conversazioni occasionalmente captate. "Sono modifiche di dettaglio" taglia corto Romanelli, che se riconosce come sia comunque "meglio aver portato a 10 giorni il termine per l'esame e aver previsto per legge la proroga a 30", giudica "estremamente negativo" non essersi spinti più in là che vietare la verbalizzazione dei colloqui tra difensore e assistito: "perchè cosi quei colloqui non finiranno sui giornali, ma saranno ascoltati dalla polizia giudiziaria", con la possibilità di mettere a conoscenza anche il pm della strategia difensiva di chi è indagato. Si doveva compiere un passo in più: stabilire che se casualmente viene captata la conversazione tra assistito e avvocato "si deve staccare l'intercettazione". Al di là degli ultimi emendamenti, "il vulnus di questa riforma resta: non dare copie agli avvocati di tutto il materiale intercettato". Una ferita tanto più grave, visto che oggi "tanti processi si fanno sulla base delle intercettazioni: "migliaia" di colloqui captati anche nei procedimenti più banali, con numeri che diventano "10-20 volte maggiori" nei casi giudiziari di maggiore importanza. Per questo aver corretto all'insù i termini per la consultazione del materiale depositato cambia poco, visto che in procedimenti dove "il 98% per cento del materiale intercettato è irrilevante,non bastano 10 giorni" per trovare invece le conversazioni utili alla difesa. Una ricerca che sarà possibile solo ai grandi studi legali. E gli indagati che non possono permetterseli saranno "barchette alla deriva in un mare in tempesta". (ANSA)